Dove nasce il gusto Coccia

Nella storia della famiglia Coccia c’è un filo rosso che non si è mai spezzato: la forza delle sue donne.
È da lì che nasce il carattere del nostro salumificio, da una tradizione fatta di cura, memoria e mani esperte.

La figura che più di tutte ha lasciato un segno è nonna Benedetta, nata a Preci, piccolo borgo in provincia di Perugia, alle soglie dell’Appennino umbro: una terra ruvida e generosa, dove i saperi contadini si sono trasformati nei secoli in eccellenza.

Nonna Benedetta incontra, proprio a Preci, nonno Nazzareno, appena tornato dagli Stati Uniti dove aveva perso la moglie. 
Nazzareno era norcino: un mestiere antico, tipico dell’area tra Preci e Norcia, che si tramanda da generazioni e affonda le radici in una tradizione quasi leggendaria.
Il suo lavoro lo portava, facendosi accompagnare spesso anche dal figlio Sesto, di casa in casa, di porcilaia in porcilaia, presso le famiglie che avevano allevato i maiali e che avevano bisogno della sua arte.
Ma se lui rappresentava l’arte, lei ne custodiva l’anima.
Era nonna Benedetta a conservare i segreti delle ricette di famiglia, a governare i tempi della salatura, a conoscere le spezie — quali scegliere, dove trovarle, come dosarle — perché ogni aroma fosse riconoscibile, ma mai invadente.
 
E così quando il figlio Sesto decide di aprire la sua “bottega”, è lei che sovrintende alla parte più delicata del lungo processo di stagionatura, occhio vigile ma guida discreta e amorevole.
Da quella precisione, da quella sensibilità, da quel sapere tramandato con orgoglio che nasce l’identità Coccia: un modo di fare salumi che unisce tecnica e cuore, tradizione e carattere.
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E quando la tradizione umbra incontra un nuovo territorio, non si perde: si trasforma.

È quello che accade quando Sesto Coccia, figlio di Nazzareno e di nonna Benedetta, decide di spostarsi per aprire la sua attività di norcino e sceglie Viterbo: una città con un equilibrio raro, dove la salsedine del mare si attenua nella freschezza delle colline, l’acqua è pura e generosa, e il centro storico offre lo spazio perfetto per una bottega capace di diventare un punto di riferimento.

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Ma la storia Coccia, ancora una volta, prende la direzione che le appartiene di più. Sesto, infatti, è costretto a lasciare presto le redini dell’azienda alle figlie e sono di nuovo le donne a guidare questa avventura fatta di sapore, lavoro e visione.

Da fuori può sembrare un mestiere “da uomini”. Dentro, invece, è una prova di carattere. Simonetta Coccia lo sa: determinazione e competenza non le mancano. E in un settore dove le imprenditrici sono ancora poche, si impone con una forza silenziosa ma concreta, giorno dopo giorno.

È lei a dare al prosciuttificio una nuova identità, puntando su ricerca, tecnica e selezione, con un obiettivo chiaro: rispettare la tradizione senza restarne prigionieri. Reinventa le ricette di famiglia, le porta nella contemporaneità, alza l’asticella della qualità.
E da lì nascono le eccellenze: prodotti che vincono premi, entrano nelle cucine stellate, conquistano la critica enogastronomica e raccontano, in ogni fetta, una storia che continua.

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